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Agriturismo La Capuccina
Strada Capuccina 7
28060 CUREGGIO (NO)
p.iva 01880910037

Tel. 0322 - 839930
Fax: 0322 - 883691
info@lacapuccina.it

Travel and Leisure

ospitalità italiana


Agriturismo Curreggio



Percorsi

Arte e Cultura

Da Mergozzo alla Val Formazza

Poco distante da Mergozzo, ai piedi del Monte Rosa, si trova invece Macugnaga, antico insediamento delle popolazioni walser e sede di una importante miniera aurifera oggi riattivata a fini museali.
Proseguendo in direzione della Val Formazza, patria storica dei famosi formaggi ossolani e dei ghiotti salumi di capra, si arriva a Domodossola, situata sulla destra del fiume Toce molto vicino ai confini svizzeri. La cittadina conserva un interessante e suggestivo centro storico, con numerosi esempi della tradizionale architettura alpina e di edilizia medievale, la quattrocentesca piazza del mercato, il rinascimentale palazzo Silva (con museo), la parrocchiale ottocentesca con rilievi romanici. Grazie al Sacro Monte Calvario, Domodossola è inoltre luogo di fede e meditazione: nella seconda metà del Seicento due frati cappuccini del paese si fecero promotori della costruzione di un santuario e di alcune cappelle per la Via Crucis, trasformando così il colle di Mattarella in un luogo sacro dedicato al ricordo della passione di Cristo.
Il turista che si trova nei paraggi, non può poi mancare di visitare Bognanco, grazioso paese che vanta la presenza di terme e di fonti di acque oligominerali.
Sempre in zona si trova la Val Vigezzo, celebre per il pane nero e il prosciutto aromatico, ma anche valle di pittori e spazzacamini. Fin dal Seicento infatti, quest'ultimo mestiere ha reso famosi gli abitanti della zona: qui ogni anno, in un comune a turno della valle, si tiene ancora il raduno internazionale dello spazzacamino.
La valle è rinomata inoltre per il Santuario di Re, chiamato anche della Madonna del Sangue in seguito a un antico aneddoto: pare infatti che alla fine del Quattrocento il dipinto della Beata Vergine presente nella chiesa si fosse messo a sanguinare a causa di una pietra tirata sulla tela.
L'itinerario si conclude in Val Formazza, dove gli appassionati di natura possono assistere al meraviglioso spettacolo della cascata del Toce.
È situata nel triangolo settentrionale della provincia ed è un importante punto di interesse turistico grazie alla cascata del Toce (la Frua), conosciuta come il più bel salto d'acqua d'Europa.
Alta 143 metri, fu visitata ed amata da illustri visitatori, come Richard Wagner, Gabriele d'Annunzio e la Regina Margherita. La cascata è aperta al pubblico nei mesi estivi, ma le sue acque vengono utilizzate tutto l'anno per la produzione di energia idroelettrica. Oltre alla Frua, la Val Formazza offre innumerevoli attrattive: il paesaggio è quello tipico dell'alta montagna, caratterizzato da boschi, pascoli e laghetti alpini, mentre l'ambiente umano è fortemente influenzato dalla cultura walser.

Cultura e religione: i Sacri Monti

> Oropa: I primi documenti che parlano di Oropa sono del Duecento e presentano il Santuario già come adulto. Nella Basilica Antica si venera la Madonna Nera, per tradizione portata e nascosta da S. Eusebio ad Oropa.
Dal primitivo sacello all'imponente Chiesa Nuova, lo sviluppo edilizio ed architettonico è stato grandioso. Vi contribuirono prestigiosi architetti come Filippo Juvarra, Guarino Guarini, Pietro Beltramo ed altri. Il complesso è articolato su tre piazzali a terrazza ed è imperniato su due grandi luoghi di culto: la Basilica Antica, realizzata all'inizio del XVII secolo, e la Chiesa Nuova, inaugurata nel 1960. Completano la struttura monumentali edifici, chiostri e la solenne scalinata che conduce alla Porta Regia. Al di fuori delle mura del luogo di culto spicca il suggestivo Sacro Monte, formato da 19 cappelle.
Edificato nel 1871, svetta l'imponente cimitero, ricco di rilevanti mausolei, tra cui quello a forma di piramide dello statista Quintino Sella.
> Orta: Il Sacro Monte d'Orta è un percorso devozionale, costituito da venti cappelle affrescate, completate da gruppi statuari di grandezza naturale in terracotta che illustrano la vita di San Francesco d'Assisi. I lavori di costruzione del complesso religioso iniziarono nel 1590 grazie all'iniziativa congiunta della comunità ortese e dell'abate novarese Amico Canobio, e di altre volontà. I lavori del cantiere del Sacro Monte d'Orta, in varie fasi, si protrassero sino alla fine del Settecento.
Nella prima fase costruttiva le soluzioni architettoniche prescelte fanno riferimento a modelli tardo rinascimentali: attivi in questa fase, tra gli altri, lo scultore Cristoforo Prestinari, i pittori Giovanni Battista e Giovanni Mauro della Rovere e il Morazzone.
Dalla metà del Seicento si fa strada un profondo cambiamento nel modo di intendere il percorso sacro che viene riproposto in chiave di sfolgorante spettacolo barocco: protagonisti in questa fase sono lo scultore Dionigi Bussola ed i pittori fratelli Nuvolone.
A fine secolo il pittore lombardo Stefano Maria Legnani introduce al Sacro Monte il nuovo gusto rococò che contraddistingue anche gli interventi settecenteschi, sia per gli affreschi che per le sculture realizzate dal Beretta. A fine settecento si chiude definitivamente la storia del cantiere del Monte con la costruzione della neoclassica Cappella Nuova, rimasta incompiuta.
> Varallo Sesia: E' sicuramente il più antico dei Sacri Monti per fondazione (1486) e ne fu promotore Padre Bernardino Caìmi, religioso, francescano dell'antica osservanza, il quale il 21 dicembre 1486 ottenne, dal Pontefice Innocenzo VIII, l'autorizzazione.
Con le sue 50 cappelle, questa acropoli cristiana rappresenta una cittadella sacra" unica e dal valore inestimabile, ricca di oltre 800 statue in terracotta policroma e legno che danno vita a quadri scenici in cui viene rappresentata la vita, la passione e la morte di Cristo. Vi lavorarono grandissimi artisti che profusero con dipinti e sculture al loro abilità, dando origine a effetti scenici di grande spiritualità e profonda religiosità. Fra i tanti, meritano menzione; Gaudenzio Ferrari, Giulio Cesare Luini, Giovanni e Melchiorre d'Enrico, Michele Prestinari, i fratelli Rovere detti i fiamminghini", Antonio d'Enrico detto il Tanzio", Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone" e tanti altri ancora che lavorando nel corso tra i secoli XVI e XIX, crearono quel Gran teatro montano" ancora oggi meta di costanti
pellegrinaggi devozionali.


Enogastronomia

Riso e vino in Piemonte - Novara e Vercelli: territorio di vino e di riso.

Uscita consigliata Novara ovest, si arriva a Gionzana, visita al piccolo Oratorio della Madonna del latte e la grande cascina Canta, dove si fa coltura biologica. L'ex casa delle mondine e le belle stalle a volta,meritano una visita, mentre a San Nazzaro Sesia si visita l'abbazia romanica del XII secolo.
Proseguendo a Casaleggio, incontriamo l'azienda di Pierelisio Paglino, grande cascinache dà sulle risaie e casa padronale che ospita il ristorante rustico. Mentre a Castellazzo, si può degustare il gorgonzola. Così come i salami d'oca e della duja, si trovano da Delmastro, a Carpignano Sesia.
Zona di vini, soprattutto da uva nebbiolo, le località che si incontrano sono Fara, Sizzano, Ghemme, Gattinara. Fara è il primo che s'incontra,si ricorda l'azienda Dessilani si prosegue per Sizzano e poi per Ghemme. Nasce come centro fortificato nel XV secolo ora centro di cantine produttrici di vino, il Ghemme.Vale una sosta per degustare il prodotto fra le cantine di Paolo Rovellotti che produce un Ghemme doc e un particolare Greco bianco e le cantine Cantalupo , scavate nel tufo sotto la collina, vendono il loro vino doc. Una curiosità da visitare è la a ghiacciaia del ricetto e il canale Mora che Ludovico duca di Milano fece costruire per catturare le acque del Sesia. Infine il comune di Gattinara, piccolo centro storico,ornato da portici. Sosta obbligatoria presso la Bottega del vino,per degustare il vino rosso locale, il Gattinara docg.

Un itinerario enogastronomico in Val Formazza

Il nostro viaggio del gusto inizia in Val Formazza, alla ricerca di prodotti di alta qualità, per assaggiare il celeberrimo Bettelmatt, un formaggio che si fa solo in estate in sette alpeggi tra la Val Formazza e la Val Antigorio sopra i 2000 metri. Il Bettelmatt di pasta molle con crosta gialla e liscia che invecchiando diventa ruvida e marroncina, viene prodotto in 6mila forme all'anno del peso di 5kg. circa.
Un altro formaggio di notevole interesse è la Mascarpa. ricotta affumicata al legno di larice che si degusta con patate bollite e cicorino fresco tagliato finissimo. Il Bettelmatt in cucina si sposa bene con la polenta, con la zuppa di cipolle, come la Toma Ossolana. Formaggi che esigono abbinamenti con vini come il Prùnet, vitigno nebbiolo delle zone di Trontano, di Pello di Masera e Montecrestese,avvicinandosi alla Val Vigezzo e a Domodossola.
In Val Formazza oltre a degustare i prodotti caseari di alta qualità, si può godere anche del violino di capra vallesana (prosciutto stagionato con l'osso),di piatti di selvaggina e di krusli (chiacchiere da mangiare con la panna).
Tra i primi piatti non mancate di assaggiare gli gnocchi di zucca e castagne, tra i salumi di maiale la mortadella (oggi presidio dello Slow Food). Un dessert per chiudere il nostro tour gastronomico, la torta di pane .
http://www.formaggitaliani.it
http://www.formaggitaliani.it/pages/piemont.htm


Natura

I Lagoni di Mercurago

Per gli appassionati di natura a pochi chilometri dal centro di Arona, adagiato sulle colline verdeggianti che circondano il lago vi è il parco naturale dei Lagoni di Mercurago.
Un oasi naturalistica immersa nel verde che si distingue soprattutto per la presenza di zone umide quali paludi e stagni che formano l' habitat ideale per innumerevoli piante acquatiche, ma soprattutto per moltissime specie di uccelli migratori come il Germano Reale, la Gallinella d'Acqua, l'Airone e anche dalla presenza di uccelli predatori come il Falco e la Poiana attirati proprio dalle moltissime prede che vivono nel parco. Un luogo da consigliare a tutti gli appassionati di birdwatching che armati di binocoli, cannocchiali e macchina fotografica potranno trascorrere ore indimenticabili.
Il Parco è anche consigliato agli amanti dell'escursioni i quali potranno scegliere di girovagare in maniera autonoma oppure incamminarsi tra i tanti sentieri segnalati. Il parco naturale dei Lagoni di Mercurago non è l'unico luogo dove i Birdwatchers possono praticare il loro Hobby, ma a pochi chilometri da Arona è possibile raggiungere la Riserva dei Canneti di Dormelletto, un luogo dove il canneto fa da padrone sulla vegetazione e habitat ideale per la maggior parte degli uccelli acquatici e non.

Parco faunistico La Torbiera

Il Parco faunistico La Torbiera" nasce in quella regione di confine fra Pianura Padana e Prealpi, caratterizzata da un clima mite e sempre umido. I numerosi laghetti che arricchiscono la regione hanno favorito l'affermasi di vegetazione di torbiera, ancora ricca si specie rettile.
L'ambiente di torbiera nasce dall'accumulo progressivo delle parti morte di vegetali sul fondo dei laghi.
Nel terreno bagnato la carenza di ossigeno impedisce i processi di ossidazione e la completa decomposizione delle piante. I resti vegetali si trasformano quindi solo parzialmente, diventando torba, e si raccolgono sul fondo, facendo progressivamente diminuire la profondità del bacino.
In tal modo le piante della riva si possono spingere verso l'interno, riducendo, fino alla sua scomparsa, la superficie dello specchio d'acqua.
Nella zona di Agrate Conturbia, dove il Parco faunistico "La Torbiera" è localizzato, è stata rinvenuta una stazione mesolitica, dalle caratteristiche archeologiche simili a quella dei vicini lagoni di Mercurago.
Il parco ospita inoltre un grande numero di specie animali, sia autoctone che esotiche.